Il 20 Settembre 2026 dalla penna di Marco Imarisio sul Corriere della Sera è partita la Crociata Mediatica contro i cosiddetti Putinisti Italiani, che hanno la colpa di essere stati inviati in Russia per raccontare i retroscena dietro le elezioni di Mosca. Questa delegazione di osservatori però non viene presentata alla luce delle dichiarazioni esposte in merito alle attuali elezioni del Cremlino, ma si punta invece l'attenzione sulle loro idee definite "Pro Russia", tramite un titolo che li etichetta e li delegittima agli occhi dei lettori.
Una lista che sembra uscita dal decalogo delle persone da non frequentare, una mappa concettuale di luoghi comuni, un minestrone di infamia che attacca i malcapitati gettandoli nella ghigliottina Social, senza dargli nemmeno il diritto di replica. Il solito gioco al massacro tipico del Main Stream. Vito Grittani Ambasciatore dell’Abkhazia, piccolo Stato separatista dalla Georgia, riconosciuto solo da Russia, Nicaragua, Siria e Venezuela, su direzione del Ministro Lavrov ad Aprile è stato assegnato il ruolo di Presidente dell'Associazione Internazionale di esperti politici ed elettorali, che avrebbe dovuto scegliere come poi ha fatto gli osservatori Internazionali per vigilare sul buon andamento delle votazioni. Di lui si dice che è di uno di ampie vedute, naturalmente Putiniane.
Vito infine ha scelto: Ugo Rossi, il capogruppo di Futuro Nazionale a Trieste, che aveva già supervisionato il voto del settembre 2022 per l’annessione delle quattro province ucraine alla Russia, definito ovviamente dal Corriere il Vannacciano (che fantasia), poi è il turno di Angelo D'Orsi storico, ex Docente Universitario, fondatore del Movimento Politico Agorà, colpevole solo per aver partecipato ai "Talk Show Italiani", poi andiamo a Giorgio Deschi, Presidente dell'Osservatorio Libero di Trieste definito "Irredentista" (chi vuole unire alla propria nazione i territori ancora controllati da uno Stato straniero, ma abitati da connazionali), Donato Lorenzo Tilli è definito solo "No Vax" perchè reo di aver ideato una vignetta satirica sui vaccini (ci mancava la retorica becera del Covid), poi c'è l'Imprenditore Stefano Tessa perchè a Mosca è Titolare di un salone di bellezza (Eresia e Sacrilegio!), l'Ex 5 Stelle Gabriele Lorenzoni che è colpevole per essersi opposto al discorso del Presidente Ucraino Zelensky (anche se i termini del suo mandato sono ora scaduti) alla Camera dei Deputati, l'altra Ex 5 Stelle Maria Cristina Ariano, Ex Consigliera Municipale a Roma, per poi arrivare ad Arturo Ferrara, Filosofo e Titolare del Canale YouTube Altrementi che ha definito i vaccini inutili e dannosi (aridaje co sta narrativa trita e ritrita), e che si batte contro la narrativa dell'emergenza (Sandra Raimondo avrebbe detto barba che noia).
Non poteva mancare nell'elenco Olga Petersen, ex deputata di AfD al parlamento di Amburgo (qui parte lo slogan Ultradesta) che è stata espulsa dal partito nel 2024 e si è trasferita in Russia, Waldemar Gerdt anche lui ex deputato AfD al Bundestag, ex membro della Commissione Esteri definito "FiloRusso", Thomas Röper, Blogger Tedesco residente a San Pietroburgo, fondatore della testata Anti-Spiegel, che è stato ospite in Talk Tv in cui le sue idee sono definite ciniche contro l'Occidente, l’ex Colonnello Torsten Postrach che approva la posizione della Nationale Volksarmee Ultranazionale e l'Avvocato Francese Armand Develay, definito l'esponente della destra più radicale e complottista, che attacco in un convegno a Mosca nel 2024 il "nazismo ucraino di Zelensky".
Insomma ci sono gli Sceriffi del Main Stream e ci sono le taglie sui criminali che osano mettere in dubbio l'unica narrazione Geopolitica possibile. Manca solo la scritta: Wanted e il prezzo per la cattura. Ferrara e gli altri osservatori non hanno bisogno di essere simpatici al Corriere, né di condividere la linea editoriale di questo o quel giornale. Avevano bisogno di essere messi nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro e, soprattutto, di essere giudicati sulla base di ciò che effettivamente avevano osservato e documentato. Se ci sono errori, si contestino gli errori. Se ci sono violazioni delle regole, si documentino le violazioni. Ma le opinioni personali non possono diventare, per decreto giornalistico, una prova di inattendibilità.
Nel pezzo del Corriere della Sera dedicato alla delegazione italiana, vengono accostate esperienze politiche, posizioni sul Covid, dichiarazioni sulla guerra e rapporti con la Russia, lasciando al lettore l'immagine dei Traditori dell'Italia e non solo che ricevono compensi per il loro servilismo allo Zar Russo. Si può contestare la loro selezione, interrogarsi sulla loro indipendenza e verificare con quali criteri opereranno, senza trasformare automaticamente il dissenso politico o culturale in una colpa. E soprattutto, smettiamola con la scorciatoia dell'etichetta “Putiniano” usata come una parola magica per evitare qualsiasi discussione nel merito, o per silenziare qualsiasi altra voce che di discosta dal Main Stream. Avere rapporti con la Russia, criticare la politica occidentale o avere opinioni diverse da quelle dominanti non trasforma automaticamente una persona in un agente del Cremlino.
Se Ferrara o gli altri osservatori sbaglieranno, si dimostri dove e come hanno sbagliato. Se invece il loro lavoro sarà corretto, bisognerà avere l'onestà di riconoscerlo. Perché un giornalista dovrebbe raccontare i fatti, non costruire un imputato attraverso le sue opinioni. Sono solo i Magistrati a dover giudicare in Tribunale, e se nel caso punire gli illeciti. Ripeto: Le opinioni si possono discutere. I fatti si devono dimostrare. E se l'unica “colpa” di un osservatore è non pensarla come chi lo giudica, allora il problema non è l'osservatore: è il modo in cui lo si sta raccontando. Ai posteri l'ardua sentenza. Massima solidarietà alle persone iscritte in questa infame lista di proscrizione.
Pubblicato da Angelica Morrone alle 00:20.

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